La Corte Costituzionale, con propria sentenza n.12 del 31 gennaio 2019, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art.23 comma 6 del D.L. 27 giugno 2015 n.83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria) convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2015 n.132, nella parte in cui non prevede che l’ottavo comma dell’art.545 del codice di procedura civile, introdotto dall’art.13 comma 1 lettera l) del medesimo decreto legge, si applichi anche alle procedure esecutive aventi ad oggetto prestazioni pensionistiche pendenti alla data di entrata in vigore di detto decreto legge”. L’Avv. Chiarelli rileva nella sostanza che la Corte ha ritenuto costituzionalmente legittimo sottoporre a pignoramento esclusivamente quella parte del trattamento pensionistico in godimento purchè superiore a tre volte l’assegno sociale ma nei limiti del quinto del differenziale risultante.